ESALTAZIONE

lampada_iconaLAMPADA PER I MIEI PASSI E’ LA TUA PAROLA

14 Settembre 2014

Domanda da cento mila euro: si può esaltare la croce? E uno che muore sulla croce va esaltato? Ai Filippesi Paolo pare risponda proprio di sì: “Dio l’ha esaltato…” Può dunque uno strumento di morte, essere esaltato? Mi vengono in mente tutte le atroci forme con cui l’uomo spietatamente ha saputo dare la morte ad un fratello: la lapidazione, l’impiccagione, la ghigliottina, la fucilazione, la sedia elettrica, l’iniezione letale… A nessuno verrebbe in mente di esaltare queste tristissime e disumane forme di morte!!

È vero: neppure Dio l’ha scelta. Gesù sapeva che sarebbe finito come il Battista, come qualsiasi altro profeta del primo testamento. Non conosceva le modalità, a buon conto. Ho sempre fatto fatica ad accettare una spiritualità cristiana facilona, capace di esaltare la sofferenza fine a se stessa. Non mi ha mai convinto. Quasi che, avendo subito questo il Figlio di Dio, perché non accettarlo anche noi? No. O meglio, no se è a basso prezzo. Il dolore non va mai esaltato. Non propone un valore umano di per sé. Il dolore innocente ci lascia senza parole e basta. Semmai la retorica di certe parole altisonanti si fa più accettabile, se comincia a farti ritrovare la strada dell’amore. Per amore una madre è capace di soffrire per suo figlio. Ne accetta il valore. Accogliere il dolore come dono di sé. Allora ci sto.

Nonostante questa riflessione, occorre però anche constatare che nella storia anche recente il binomio croce-esaltazione persiste comunque. Quante volte la croce è stata issata come vessillo di guerra, chiaramente portato da chi si pensava detentore della verità? E così da strumento di salvezza è diventata nuovamente capace di dividere e seminare morte a sua volta. Tutti si ricordano di Costantino (santo per gli ortodossi) che la storia ci consegna come colui che ha visto la croce come “Segno di sicura vittoria”. Da allora chi non ha creduto nel concetto di “guerra santa”? Perché sta tornando di moda? Dopo averla cancellato questo concetto dal Catechismo, perché persiste il concetto di “guerra giusta” per molti? La guerra non è mai giusta. Papa Francesco rischiando di finire in tremende sabbie mobili, ha recentemente (18 agosto 2014, tornando dalla Corea) sostenuto che semmai è lecito fermare l’ingiusto aggressore… Dunque è lecito “fermare”. Già, ma con quali mezzi? Dovranno essere valutati…Personalmente preferisco l’espressione più chiara e decisa di san Giovanni Paolo II: “Mai più la guerra!” (16 marzo 2003).

Torniamo alla nostra domanda; la croce non va esaltata in quanto tale, non può servire per giustificare alcuna aggressione…allora cos’è? La Scrittura ci parla di “scandalo” per i Giudei e “stoltezza” per i pagani. Per noi cristiani che non siamo né ebrei, né greci…la croce è…tutte e due le cose. Il mistero della croce è troppo grande per spiegarlo in termini razionali, supera il nostro cuore e la nostra intelligenza. Può essere intuito forse nella preghiera e nel dolore stesso. Gesù stesso si è umiliato per accettarla. E imparò l’obbedienza dalle cose che patì. Chissà se nell’orto degli ulivi, chiedendo di non bere il calice amaro, lui che aveva visto ogni cosa…oramai supponeva un esito tanto drammatico. Qualcuno ringrazia il regista Gibson per avercelo raffigurato nel suo film. A Matera lo ha girato. Questa estate ho potuto vedere il crocifisso che l’ha ispirato. Ma anche lui forse non ha centrato completamente l’obiettivo…mah, forse nessuno potrà mai farlo. La liturgia ogni anno lo esalta.

Don Massimo

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