ERODE ANTIPA.

lampada_iconaLAMPADA PER I MIEI PASSI E’ LA TUA PAROLA

31 AGOSTO 2014

Eccoci al periodo dopo la decollazione del Battista. In questi ultimi giorni la sua figura dominava la scena. Ma oggi in questa ultima domenica di un’estate che non sta finendo perché nemmeno è iniziata (Quant’acqua? Dove sarà Noè e l’arca? Anch’io mi voglio salvare???), compare Gesù con le sue domande. Del resto è un Rabbi che suscita domande, Gesù. Diversamente da noi che pretendiamo comunicare la fede dando solo definizioni e risposte. Persino il re Erode Antipa (figlio di quello della strage degli Innocenti, tanto per intenderci che era anche sfuggito a tragiche saghe familiari con spargimenti di sangue; Erode suo padre fece uccidere la moglie e alcuni dei suoi fratelli tanto era sospettoso, irascibile ed inquieto…) ebbene quest’uomo avvezzo alla violenza e alla durezza, entra in uno stato confusionale per dirla così quando entra in contatto con Gesù. Non sapeva cosa pensare. Era come dire, spiazzato dalla sua presenza, dalla sua comparsa sul palcoscenico del mondo in maniera così indifesa ma così raggiante. Il senso di colpa lo tormentava, il rimorso lo distruggeva. Aveva paura del giudizio di Dio. Aveva fatto risorgere il Battista per tormentarlo ancora di più? Tutte le domande non trovavano risposte. E drammaticamente viene condotto a quella vera, seria: chi è veramente Gesù?

Da quanto tempo non ci poniamo più questa domanda? Chi è Gesù per me? Anche noi, se andassimo per esclusione come fa questo uomo penoso…Non è Elia, non è il Battezzatore…allora chi è? È brutto dirlo: ma anche noi facciamo così. Spesso ci appelliamo alla nostra coscienza che però diventa come una specie di sabbie mobili non è capace di sostenerci, anzi ci inghiotte nella melma in cui sprofondiamo. E non abbiamo il coraggio di lasciarci tirare fuori dalla verità di Cristo!

Ci sono momenti nella vita in cui occorre avere coraggio. Abbandonare chiacchiere, dicerie, pettegolezzi, maldicenze, luoghi comuni, parole vuote e retoriche, rumori assordanti… fare silenzio e chiarezza tutto intorno. Smetterla di fare domande agli altri o di sparare laconiche sentenze e smetterla di chiedersi: ma chi sono io? Dove mi trovo? Cosa mi sta succedendo? Ma forse interrogarsi: Cos’è questo? Chi è dunque costui? Siamo stufi di tanto individualismo, privatismo, narcisismo…

Molti credono al benessere che la società contemporanea ci illude di aver conquistato. IN realtà dietro a questa apparenza c’è la perdita delle relazioni vere, un vuoto assillante di valori, la difficoltà seria a ricominciare. Spessissimo siamo confusi e sconvolti come questo patetico re che durante la Passione si illude di poter fare qualcosa per Gesù. Non ha voluto assecondare il suo desiderio (ancora genuino ?!?!?!) di vedere Gesù e di ascoltarlo. Lui che “cercava di vederlo” dice espressamente il Vangelo…come tanti del resto a cominciare dai Magi, da Zaccheo, da alcuni greci della diaspora, il centurione…in tutti questi incontri, c’è lo stesso verbo: cercare di vedere, vedere…

Come si fa a vedere Gesù, oggi? Dove ancora lo si può trovare? Non nelle formule e nelle rispostine preconfezionate, questo è certo. Con più probabilità lo si può trovare, perdendosi! Sì, se mi perdo nell’altro come ci ha insegnato Gesù. Se anche Erode si fosse impegnato a ritrovare questo sguardo pulito, puro: avrebbe trovato il Messia. L’aveva detto Gesù stesso nel discorso della montagna: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”.

Don Massimo

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