PUREZZA

thCA6SZAW7Immacolata Concezione di Maria

8 Dicembre 2014

Come la pioggia e la neve

Per questa omelia ho conservato un ritaglio di giornale che mi è piaciuto. È tratto dall’Osservatore romano e l’ha scritto mons. Sapienza. Lo trascrivo così com’è:

Nella spiritualità musulmana si legge una parabola suggestiva. Un uomo bussò alla porta del paradiso. “chi sei?” gli fu chiesto dall’interno. “Sono un ebreo”, rispose. La porta rimase chiusa. Bussò ancora e disse: “Sono un cristiano”. Ma la porta rimase ancora chiusa. L’uomo bussò per la terza volta e gli fu chiesto ancora: “Chi sei?”. “Sono un musulmano”. Ma la porta non si aprì. Bussò ancora: “Chi sei?”, gli chiesero. “Sono un’anima pura”, rispose. E la porta si spalancò (Mansur Al-Hallaj). L’insegnamento è chiaro: solo un’anima pura può incontrare Dio. Anche Gesù ricorda nelle Beatitudini; “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Matteo 5,8). E anche la solennità dell’Immacolata ci ricorda questa verità. Maria è stata preservata da ogni macchia di peccato, per essere degna di portare il Figlio di Dio. Ma questa festa ci ricorda anche un nostro dovere. San Paolo nella seconda lettura dice: “anche noi siamo stati scelti per essere santi e immacolati”. Il progetto di Dio è bello. Ma noi l’abbiamo rovinato. In quale considerazione sono tenuti, anche da noi cristiani, valori come la purezza, la castità, l’innocenza? Sui giornali e in televisione, al cinema e nei nostri discorsi, abbondano la volgarità, le oscenità, la spudoratezza. Sarà ancora possibile indicare il modello della Madonna? Sarà ancora possibile far capire, soprattutto ai giovani, che c’è una purezza che non è sinonimo di frigidità, ma di limpidità, di virtù, di bellezza, di donazione? Dati di Eurispes-Telefono azzurro dicono che tanti ragazzi sono trasgressivi, ma i genitori non lo sanno. Mai questi due mondi sono stati così distanti. I genitori dicono che i figli sono bravi ragazzi, ma non immaginano che si ubriacano, fanno uso di droga, e non confessano di sentirsi soli e delusi dalla vita. La festa dell’Immacolata e la parabola citata all’inizio, ci ricordano che la vera appartenenza religiosa non si misura dalle pratiche esteriori, su atti di culto vuoti e abitudinari, ma sull’intima fedeltà, sulla purezza d’animo, sull’amore operoso. “Dio non può essere compreso se non da chi è puro di cuore” (Gandhi). Niente è bello senza la purezza, e la purezza degli uomini si chiama anche onestà, e il praticarla si chiama amore. Giustamente qualcuno ha osservato; “Dovrai restituire l’anima a Dio: come egli te l’ha data pura, così tu rendigliela pura” (Talmud).

Don Massimo